Lievito e digestione

Spesso associamo il lievito a una cattiva digestione o al senso di gonfiore che possiamo provare dopo aver mangiato una pizza.

Questi motivi ci inducono addirittura a pensare alla presenza di una possibile intolleranza al lievito e ad adottare diete che lo escludano del tutto. C’è poi chi pensa che faccia ingrassare e trova così un motivo in più per eliminarlo. Ma è giusto parlare del lievito in questi termini? Sono davvero più i contro che i pro del consumo di questo prodotto?

In realtà no, si tratta infatti in tutto e per tutto di falsi miti e pregiudizi che sedimentandosi nella nostra mente possono spingerci a modificare il nostro stile di vita alimentare a scapito di benefici sia per la nostra salute che per il benessere della nostra pelle e dei nostri capelli, solo per fare degli esempi. Ecco quindi che l’obiettivo di questo articolo è proprio fare chiarezza e consegnarci una visione veritiera della funzione del lievito e del suo apporto benefico per il nostro organismo.

pancia gonfia_gonfiore
impasto lievitato_gonfiore

Di cosa parliamo in questo articolo:

  • Che cos’è la fermentazione? 
  • La fermentazione come chiave della digeribilità degli alimenti 
  • Il lievito come integratore per il nostro organismo 
  • I benefici degli integratori a base di lievito non si fermano alla digestione 

Alla scoperta della fermentazione

Per fare più chiarezza sul legame tra lievito e digestione dobbiamo prima di tutto fare un passo indietro e capire meglio che cos’è la fermentazione. Questo processo è conosciuto fin dall’antichità perché veniva utilizzato come mezzo di conservazione dei cibi in mancanza dei moderni frigoriferi: la presenza di alcuni microrganismi, infatti, ostacolava la crescita di quei batteri che sono alla base del deperimento degli alimenti.  

In natura si possono distinguere due tipi di fermentazione: quella lattica e quella alcolica. La fermentazione lattica è quella, per esempio, attraverso cui otteniamo lo yogurt e consiste nella trasformazione del lattosio in acido lattico. Proprio questo richiamo riesce già a farci intuire che la fermentazione può essere considerata come sinonimo di benessere. Lo yogurt infatti è uno dei prodotti che è maggiormente in grado di garantire la regolarità e l’equilibrio del nostro intestino. 

bolle lievito_gonfiore

E nel caso della fermentazione alcolica, invece? Quest’ultima consiste in un processo attivato dal lievito in assenza di ossigeno che permette di liberare l’energia contenuta dal glucosio, sviluppando alcol e anidride carbonica. Grazie a questo processo, il lievito diviene il protagonista incontrastato della preparazione di alcuni dei prodotti più importanti che ci sono sulla nostra tavola. Questi, infatti, acquisiscono alcune delle loro caratteristiche proprio grazie alla fermentazione. Stiamo parlando del vino, della birra, del pane e della pizza (leggi i nostri articoli legati a questi prodotti). Il lievito, in altre parole, è portatore sano di quegli aspetti che hanno reso questi prodotti un must della nostra dieta alimentare. Solo per fare due esempi, il sapore del vino e la morbidezza del pane sono legati proprio a questo processo.  

Fermentazione e digestione: un legame vincente   

Fin qui tutto chiaro. Ma la vera domanda è se il lievito, attraverso il processo fermentativo, influisca positivamente anche sulla digestione di questi prodotti, in particolare del pane e della pizza, oltre che sul loro aspetto esteriore e sul gusto? Ebbene sì, il lievito gioca un ruolo anche in questo caso. Siamo spesso portati a pensare che il lievito, che ha fatto crescere l’impasto, continui a gonfiare anche dentro il nostro stomaco e quindi sia un ostacolo alla digestione, provocando un senso di malessere. In realtà non è così: nel momento in cui l’impasto viene sottoposto alla cottura, il lievito muore e quindi la sua azione lievitante si esaurisce del tutto. Le cause di una cattiva digestione sono quindi da ricercare non tanto nella presenza di lievito negli alimenti o in una presunta intolleranza ad esso, ma nel mancato rispetto dei tempi corretti in termini di lievitazione e maturazione dell’impasto (puoi leggere qui l’articolo su come riconoscere una buona pizza). Il lievito, infatti, agendo sull’impasto con la fermentazione prima che venga cotto, avvia proprio quello stesso processo che si svolgerà poi all’interno del nostro corpo, rendendo di fatto più digeribile l’alimento. Possiamo dire che viene attivata una sorta di digestione anticipata. Gli enzimi del lievito che entrano in contatto con la farina infatti iniziano a frammentare le lunghe catena proteiche, scindendo gli amidi e i grassi e, quindi, garantendo una piena e più facile digeribilità del prodotto.  

Il lievito come integratore: un mondo di benefici per la digestione ma non solo… 

Come abbiamo visto il lievito lo ritroviamo in molti alimenti chiave della nostra alimentazione e la sua azione va a sostegno proprio del nostro apparato digerente. Le sue funzioni, tuttavia, non si limitano a questo. Il lievitoinfatti, non lo assumiamo solo in quanto ingrediente di alcuni alimenti ma lo ritroviamo anche sotto forma di integratore alimentare. In questo caso si tratta di lievito secco, privato della sua capacità fermentativa a differenza di quello fresco; state tranquilli, nessun rischio di fermentazione nel nostro intestino! Questa modalità di assunzione garantisce ulteriori benefici, infatti, il lievito in forma di integratore mantiene tutte quelle caratteristiche benefiche per il nostro organismo, a differenza del lievito presente nell’impasto in cui queste sostanze si degradano con la cottura.  

Eccolo, quindi, nella sua veste di regolatore della funzione intestinalein quanto agisce direttamente sulla nostra flora batterica, rafforzando quella microbica buona e contrastando l’azione di quella nociva. 

Viene così garantito l’equilibrio del nostro organismo e un più facile transito intestinale. Oltre ad avere una funzione regolatrice, il lievito agisce anche come protettore delle nostre mucose gastriche e intestinali, funzione protettiva e rigenerante che esercita anche sulla pelle. 

L’apporto benefico del lievito si ha, poi, in termini di vitamine, soprattutto quelle del gruppo B, oltre al contenuto di proteine e minerali, tra cui vale la pena ricordare il magnesio, il fosforo, il calcio e il selenioProprio la componente vitaminica del lievito, oltre a contribuire a rafforzare il nostro sistema immunitario e cardiovascolare, così come le unghie e i capelli, può regolare l’assimilazione dei carboidrati garantendo una più rapida trasformazione in energia. Più che farci ingrassare, quindi, il lievito di birra diventa così un integratore importante anche per chi pratica sport: la conversione dei carboidrati in energia immediatamente utilizzabile può favorire proprio chi fa attività fisica più o meno intensa. 

Sicuramente il lievito, sia come ingrediente all’interno degli alimenti sia quando venga assunto sotto forma di integratore alimentare, non può essere considerato una panacea contro tutti i mali ma è tuttavia dalla parte del nostro organismo nonostante le numerose fake news oggi in circolazione.