Senza lievito è meglio?

Una delle tendenze alimentari più diffuse dei nostri giorni è quella del "senza".

Ma non sempre il minimalismo, la massima del “less is more”, se applicata alla nostra alimentazione, si rivela la scelta migliore. Una dieta alimentare senza lievito significa rinunciare a gusto, ma anche un po’ alla salute e bellezza del nostro organismo e alla nostra cultura. Il lievito è, infatti, un alimento che aiuta il nostro benessere ed è altamente tollerabile. Alla domanda “senza il lievito è meglio?”, la risposta può essere quindi solo una: no, senza lievito non è meglio.

piatto vuoto_less is more
lievito spezzato_less is more

Di cosa parliamo in questo articolo:

  • Una dieta all’insegna del “senza”  
  • Una sostanza, mille benefici 
  • I falsi miti sul lievito 
  • Perché rinunciare a ciò che ci fa così bene? 

Una dieta all’insegna del “senza”

Senza lattosio, senza glutine, senza grassi, senza carboidrati. Negli ultimi tempi sembra che il segreto per costruire una dieta perfetta sia escludere intere classi di cibi dalla nostra alimentazione, una dopo l’altra. Questo nuovo amore per il sacrificio e il minimalismo ha finito per coinvolgere anche il lievito e, così, negli ultimi anni, i prodotti da forno, il pane, la pizza sono diventati gli ultimi nemici della nostra salute, a causa di una presunta intolleranza al lievito. 

Ma cosa significa rinunciare al lievito? A cosa dobbiamo rinunciare, in termini di gusto e soddisfazione a tavola? E di benessere? Senza lievito è davvero meglio? La risposta: nella grande maggioranza dei casi, è no. Senza lievito non è meglio! 

 

muffin zucchero_less is more

Una sostanza, mille benefici  

Partiamo con una breve sintesi di tutti i principi nutritivi contenuti dal Saccharomyces cerevisiae, cioè tutte le sostanze che dovremmo lasciarci alle spalle se decidessimo di dire per sempre addio al lievito. Questa sostanza consumata come integratore è infatti un concentrato di vitamine B, è ricca di potassio, calcio, magnesio e fosforo. Consumato nei prodotti panificati, per esempio, non si trasforma certo in un attacco alla nostra salute. 

I sostenitori di una dieta senza lievito solitamente giustificano la propria posizione sulla base di presunti effetti legati al consumo di Saccharomyces cerevisiae. Sono convinti che il lievito provochi gonfiore, che la sua assunzione alla lunga porti facilmente a intolleranza (non scientificamente provata) e ritengono che eliminarlo dalla dieta sia un passo in avanti verso un organismo più puro, più funzionante e quindi più sano.  

Smontiamo i falsi miti sul lievito

Andiamo per ordine. L’idea che il lievito provochi gonfiore è legata al fatto che questa sostanza è costituita da organismi unicellulari vivi; a causa di una pessima informazione su questo tema, molti sono convinti che il lievito rimanga “attivo” anche dopo essere stato cotto e ingerito, e che continui la sua attività di trasformazione degli zuccheri in anidride carbonica dal profondo del nostro apparato digerente. Una convinzione un po’ poco credibile, e che per fortuna non ha alcun fondamento scientifico. 

Infatti, il lievito muore nel momento in cui viene sottoposto a cottura, e non è più classificabile come organismo vivente, né è in grado di portare avanti eventuali processi di fermentazione. Se, dopo aver consumato alimenti che contengono Saccharomyces cerevisiae, proviamo una sensazione di gonfiore, la causa più probabile è un cattivo processo di lievitazione, troppo veloce ed eventualmente agevolato da ulteriori ingredienti utilizzati 

Per quanto riguarda le presunte intolleranze al lievito, tema già approfondito in questo nostro articolo (link a pezzo su intolleranze), ricordiamo che i test fai da te, come il Dria test, le analisi del capello e l’esame delle citotossine, non hanno, almeno per il momento, alcuna comprovata valenza scientifica. In novanta casi su cento, gli alimenti che appartengono al gruppo dei lieviti verranno identificati da questi test come i veri responsabili di una lunga serie di disturbi: stanchezza, sonnolenza, senso di pesantezza, gonfiore, stitichezza o dissenteria. La spiegazione più probabile, come confermerebbe il vostro gastroenterologo di fiducia, è che la vera responsabile di questi fastidi sia un’alterazione della flora batterica contenuta naturalmente nell’intestino, solitamente dovuta a cure a base di antibiotici, stress eccessivo e basse difese immunitarie. In questo senso, l’esclusione di una vasta categoria di alimenti – come il pane, la pizza, il miele, l’aceto e gran parte dei carboidrati consumati nel nostro Paese – non aiuterebbe certo la situazione, indebolendo un organismo già affaticato e provocando uno stato di malnutrizione più o meno grave. 

Senza lievito non è meglio! Meno gustoso, meno salutare, sì, ma non meglio. 

Prendiamo la palla al balzo e passiamo a un altro popolare malinteso che ha colpito il lievito. Molte persone sono infatti convinte che un organismo senza lievito sia per forza più sano e più “puro”. Per quanto riguarda il concetto di purezza, rimandiamo al paragrafo precedente e aggiungiamo che non è un caso se il lievito di birra, oltre a essere uno dei protagonisti della nostra amata dieta mediterranea, è anche uno degli integratori più ricchi che troviamo in commercio. Una capsula di lievito fa bene alla pelle, rinforza i nostri capelli e le nostre unghie, ricaricando le nostre scorte di vitamina B. Il Saccharomyces cerevisiae è, inoltre, indicato per momenti di particolare stress e affaticamento, mettendoci nelle condizioni di affrontare persino i giorni più impegnativi. Un organismo senza lievito, insomma, non è più sano, ma anzi, è privato di vitamine e minerali fondamentali 

Perché rinunciare a ciò che ci fa così bene?  

Ironia delle ironie: leggendo questo articolo, chi crede che il lievito causi stanchezza si sarà reso conto di come questa sostanza, in realtà, ne possa essere il sostanziale rimedio. Un cucchiaino di Saccharomyces Cerevisiae rinforza il nostro spirito (quando viene cotto e dà croccantezza alla nostra pizza), mentre rinforza i nostri capelli, le nostre unghie e il nostro corpo in generale, se consumato crudo e sotto forma di integratore.  

È vero, le nostre scelte alimentari sono spesso dettate da stati emotivi momentanei, stress e golosità. Ciò però non spiega perché dovremmo rinunciare a un alimento che rende i nostri piatti più gustosi, che rafforza il nostro organismo, ci rende più belli e ci dà una carica in più. Se volete davvero aiutare la vostra salute, sappiate che la cosa migliore che potete fare è mantenere il lievito nelle vostre diete. Perché senza lievito non è per nulla meglio!